Mar Rosso – Berenice


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MAR ROSSO – BERENICE

Berenice, situata nel punto più meridionale della costa Ovest del Mar Rosso, al confine con il Sudan, è un luogo di pace e tranquillità, fatto di di sole, mare e deserto.

Incontaminato dal turismo di massa, il reef immerso in acque cristalline mostra colori e pesci tipici delle barriere coralline.

tramonto

LA BARRIERA CORALLINA A BERENICE

Il Mar Rosso egiziano ospita una barriera corallina straordinariamente ricca di colori e di vita. Una sorpresa dietro l’altra aspettano coloro che praticano lo snorkling, un vero e proprio spettacolo della natura dove protagonista indiscusso è un giardino di corallo viola, rosa, bianco e azzurro, popolato da una fauna marina estremamente diversificata e bellissima. Le acque del mare sono calde e trasparenti, irradiate costantemente dal sole tutto l’anno.

Gli Arabi chiamano il Mar Rosso  “il giardino di Allah”; Cousteau, lo definì   “il corridoio delle meraviglie”; questo mare occupa circa 2.000 km della sezione settentrionale dell’enorme frattura chiamata Rift Valley, che separa la placca africana da quella asiatica

Il colore del mare cambia, soprattutto con l’effetto della bassa marea e in prossimità dei tratti di costa dove la spiaggia è sabbia bianca corallina, ma i fondali sono ovunque meravigliosi.

La barriera corallina è un complesso ecosistema nel quale convivono diverse specie animali e vegetali, ognuna con una precisa funzione; è il prodotto dell’attività costruttrice di miliardi di organismi animali chiamati polipi corallini. Le formazioni madreporiche per svilupparsi hanno bisogno di particolari condizioni climatiche come la temperatura che deve oscillare tra i 20 e i 30 gradi circa. I polipi dei coralli vivono in associazione a particolari alghe unicellulari (zooxantelle), che necessitano di molta energia solare per attivare il processo di fotosintesi, attraverso il quale fissano il calcio contenuto nell’acqua di mare, in una struttura rigida che circonda il polipo. Le alghe, quindi, prediligono le acque limpide e poco profonde dove la luce del sole è intensa e dove vivono, quindi, i coralli più belli e più colorati.

I coralli costruttori sono aiutati da molti altri organismi marini che producono o trattengono particelle calcaree: idrozoi, spugne, foraminiferi e alghe, molluschi ed echinodermi.

I reef caratteristici del Mar Rosso sono le barriere coralline a frangente che costeggiano la riva e si sviluppano verso il largo. Tipica è la presenza di una laguna interna estesa anche per un centinaio di metri, fronteggiata da piannacoli di madrepora che emergono dal mare. Il Mar Rosso possiede le condizioni climatiche più favorevoli per la nascita e la crescita dei polipi costruttori: le acque limpide e calde senza apporti di acqua fluviale, ne scarichi industriali, essendo circondato in massima parte dal deserto, l’irraggiamento solare tutto l’anno. La superficie delle barriere coralline situate nella parte egiziana di questo mare è di ben 3800 km quadrati, interamente protetta dal governo egiziano che, fin dal 1983, ha istituito parchi nazionali per conservare un ecosistema unico al mondo.

 

Sono presenti una varietà infinita di coralli, gorgonie, spugne, anemoni, alghe dai colori lucenti, oltre 1200 specie di pesci e 5 specie di tartarughe: tutti vivono in questo splendido giardino sommerso. Le castagnole verdi e gialle irridescenti nuotano a gruppi tra i coralli bianchi, i pesci cardinali, i vari tipi di pesci farfalla e una grande varietà di labridi di tutte le forme, dimensioni e colori si muovono eleganti nelle acque cristalline; pesci pappagallo dai colori fantasiosi si mescolano con pesci angelo e pesci balestra, mentre grandi banchi di pesci chirurgo e pesci unicorno perlustrano il reef. Simpatici il pesce palla e il pesce scatola, che riposano sul fondale sabbioso………aspettando di farsi fotografare!

 

IL DESERTO

Le aree desertiche coprono circa il 30% delle terre emerse, possono essere classificate in deserti caldi e freddi, quelli caldi sono spesso formati per buona parte da rocce, sabbia e dune sabbiose. Tra tutti il più vasto è il Sahara, il cui nome significa “vuoto”,  che occupa oltre 8.000.000 di kmq e si divide in almeno 11 stati dell’Africa Settentrionale.

Le immagini che vi mostriamo sono relative a quella fascia di Sahara che si estende alle spalle della spiaggia di Berenice, in Egitto ai confini con il Sudan.

L’immenso Sahara non ha un aspetto uniforme, offre infatti diversi tipi di paesaggio: l’hamada, deserto di roccia nuda dalle forme acute e taglienti, levigata dall’azione continua dei venti; il serir, formato da strati di ciottoli e ghiaia e l’ erg, chiamato anche idean, nel Sahara centrale, costituito dalle caratteristiche dune di sabbia che rappresenta un decimo della superficie complessiva del Sahara.

 

La caratteristica fondamentale del Sahara è la siccità; non esistono corsi d’acqua e la morfologia mostra un insieme di valli disseccate e di fiumi fossili (uidian) orientati verso il Niger, il Ciad, e il Nilo, nei quali scorre l’acqua solo in caso di piogge eccezionalmente abbondanti. Ricchissima è, invece, la circolazione sotterranea alimentata da numerose falde poste a diverse profondità che danno origine alle oasi.

Le temperature diurne raggiungono punte molto alte ma la particolarità del clima del Sahara sono i venti, che prendono vari nomi: simùn, harmattan, chamsin, ghibli, ecc.

La storia geologica del territorio oggi occupato dal Sahara risale a circa 500 milioni di anni fa quando, al posto del deserto esisteva un’immensa piattaforma rocciosa che si ergeva dal mare. Nelle ere successive alla sua formazione, il paesaggio subì notevoli variazioni: si innalzarono e si abbassarono le terre e, circa 400 milioni di anni fa, i ghiacci ricoprirono il Sahara che, successivamente, fu invaso dalle acque del mare. L’ambiente si andava trasformando e durante l’Era dei Dinosauri, circa 100 milioni di anni fa, grandi fiumi scorrevano lungo le valli ; il territorio era costellato da laghi e zone paludose.

La formazione della Rift Valley (processo iniziato circa 35 milioni d’anni fa e ancora in atto) diede vita ad un fondamentale cambiamento climatico del territorio africano, segnò la fine del fitto e uniforme manto di foreste che copriva quasi tutto il continente. L’innalzarsi delle montagne creò una barriera che si oppose alla circolazione dell’aria umida proveniente dal mare, con conseguente riscaldamento del clima che divenne più caldo e secco.

 

Dovevano passare ancora diversi milioni di anni prima che il territorio del Sahara potesse assumere il paesaggio desertico come oggi appare. Quando nell’Europa finì l’ultima glaciazione (circa 20.000 -12.000 anni fa), il nord Africa divenne arido più o meno come oggi. Seguì infine una breve fase umida (9.000-7.000 anni fa circa) e poi gradualmente un altro definitivo inaridimento.

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