Parco dell’Uccellina – Toscana

Parco dell’Uccellina
Gli Itinerari

Il Parco della Maremma affacciato sul mar Tirreno e sul Parco dell’Arcipelago Toscano, si estende per 25 km con una catena di colline che discendono verso il mare, spiagge sabbiose e alte scogliere, circondata da paludi, pinete, campi coltivati e pascoli. Tra i profumi intensi di erbe aromatiche, bacche colorate e richiami degli animali, il Parco accoglie il visitatore mostrando il suo lato dolce e allo stesso tempo, selvaggio. Un contrasto di elementi che risveglia e libera il piacere di sentirsi in un paradiso ritrovato.
Una occasione per “rimettere le lancette dell’orologio”, accordandole con i tempi dell’anima.

Come si visita
Il Parco è aperto tutto l’anno, tutti i giorni della settimana. Prima di entrare è necessario acquistare i biglietti di ingresso presso il Centro Visite. Gli itinerari possono essere percorsi sia singolarmente che in gruppo, accompagnati o meno da una guida, in base al periodo dell’anno.
Prima di salire sull’autobus occorre munirsi del biglietto di ingresso al Parco della Maremma comprensivo del trasporto già convalidato ed acquistabile presso la biglietteria del centro visite in loc. Alberese.

percorsoA7Uccellinabici

Percorso A7 – Foce dell’Ombrone

Partenza: Parcheggio Marina d’Alberese
Percorso: 5,6 Km circa .
Durata: 2 ore.
Difficoltà: semplice. Ciclabile. Attrezzato per persone diversamente abili.

Il percorso è molto semplice ma regala suoni, colori e profumi assai diversi. Dalla verde Pineta Granducale si passa alle ampie distese palustri che abbracciano il tratto terminale del fiume Ombrone. Una sosta all’osservatorio ornitologico fa scoprire le diverse specie di uccelli che frequentano le zone umide del Parco. Il percorso ad anello continua con un camminamento sull’area palustare, per poi continuare lungo l’argine del mare fino di nuovo ad entrare nella pineta.

Questo itinerario costituisce una chiave di lettura della Maremma, nel senso della sintesi del secolare rapporto, spesso sofferto, tra uomo e natura. Procedendo dalla località Spergolaia verso il mare si attraversa la vecchia tenuta Granducale Lorenese. L’intero comprensorio, infatti, costituisce il nucleo agricolo dell’Azienda di Alberese acquistata da Leopoldo II di Lorena, Granduca di Toscana, nel 1839 dai conti Corsini di Firenze. Era nelle intenzioni lorenesi farne un’azienda modello, bonificando sia in chiave ambientale che morale un territorio tormentato da flagelli storici quale la malaria, il sottosviluppo, l’analfabetismo, la servitù politica secolare, l’isolamento. Ne risulta un modo di conduzione agrario peculiare, basato sulla ceduazione della macchia, sulla coltura della vite, dell’olivo, sul pascolo del bestiame semibrado, sull’utilizzazione della pineta domestica. E’ impossibile giungere alla bocca del fiume Ombrone senza notare le mandrie di vacche maremmane dalle corna lunate, i maschi da riproduzione giganteschi e primordiali, i puledri e gli stalloni. Appartengono a due specie autoctone miracolosamente sopravvissute al declino del loro allevamento durante la fine del secolo.
La foce del fiume Ombrone è un tipico esempio di zona umida costiera. L’ittiofauna deltizia è particolarmente ricca di anguille, cefali, cavedani, lucci, carpe, trote e delle pregiatissime spigole. Qui la vista può veramente spaziare e la prospettiva che si apre sulle paludi della Trappola materializza il carattere di una popolazione che si è plasmata su orizzonti in cui la terra si perde nel mare ed entrambi si sfumano nel cielo.
Tratto da “Parco Naturale della Maremma” Belforte Grafica – Livorno

percorsoA7Uccellina2

 

percorsoA7Uccellina

 
Percorso A4
Partenza: Centro Visite Alberese con bus-navetta per Pratini da dove si prosegue a piedi.
Percorso: 12,8 Km circa.
Durata: 6 ore circa.
Difficoltà: impegnativo

Ginestre, cisti e rosmarini si alternano a macchia e a boschi di ginepri secolari. Al termine del sentiero, la splendida baia di Cala di Forno premia la lunga camminata con un paesaggio ed un mare indimenticabili.

La piccola baia di Cala di Forno ha avuto nel passato un’importanza non secondaria nei riguardi della principale attività produttiva legata alla macchia che copre i Monti dell’Uccellina. Infatti il carbone che veniva prodotto sul versante prospiciente il mare era trasportato da carovane di muli verso questa località e quindi caricato su barche di limitato pescaggio e trasferito ai porti di Talamone e Castiglione della Pescaia, da dove, trasferito su battelli più grandi, veniva avviato verso i mercati. Questa attività aveva sicuramente una consistenza notevole, tanto da giustificare la presenza di una dogana per il pagamento dei balzelli, in considerazione anche del fatto che Cala di Forno si trovava sul confine tra il Granducato mediceo e i Presidios spagnoli.
L’edificio che ancora oggi rimane ospitava appunto la dogana e, in epoca successiva, per una parte la caserma della Guardia di Finanza e altra parte l’abitazione di un colono che lavorava i terreni agricoli circostanti.
Tratto da “Parco Naturale della Maremma” Belforte Grafica – Livorno

letorriuccellina

 

Una volpe ripresa all’interno del parco

percorsoA7UccellinaVolpe

About the Author:


Sorry, the comment form is closed at this time.