Berenice – Il deserto

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Le aree desertiche coprono circa il 30% delle terre emerse, possono essere classificate in deserti caldi e freddi, quelli caldi sono spesso formati per buona parte da rocce, sabbia e dune sabbiose. Tra tutti il più vasto è il Sahara, il cui nome significa “vuoto”,  che occupa oltre 8.000.000 di kmq e si divide in almeno 11 stati dell’Africa Settentrionale.

Le immagini che vi mostriamo sono relative a quella fascia di Sahara che si estende alle spalle della spiaggia di Berenice, in Egitto ai confini con il Sudan.

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L’immenso Sahara non ha un aspetto uniforme, offre infatti diversi tipi di paesaggio: l’hamada, deserto di roccia nuda dalle forme acute e taglienti, levigata dall’azione continua dei venti; il serir, formato da strati di ciottoli e ghiaia e l’ erg, chiamato anche idean, nel Sahara centrale, costituito dalle caratteristiche dune di sabbia che rappresenta un decimo della superficie complessiva del Sahara.

 

La caratteristica fondamentale del Sahara è la siccità; non esistono corsi d’acqua e la morfologia mostra un insieme di valli disseccate e di fiumi fossili (uidian) orientati verso il Niger, il Ciad, e il Nilo, nei quali scorre l’acqua solo in caso di piogge eccezionalmente abbondanti. Ricchissima è, invece, la circolazione sotterranea alimentata da numerose falde poste a diverse profondità che danno origine alle oasi.

Le temperature diurne raggiungono punte molto alte ma la particolarità del clima del Sahara sono i venti, che prendono vari nomi: simùn, harmattan, chamsin, ghibli, ecc.

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La storia geologica del territorio oggi occupato dal Sahara risale a circa 500 milioni di anni fa quando, al posto del deserto esisteva un’immensa piattaforma rocciosa che si ergeva dal mare. Nelle ere successive alla sua formazione, il paesaggio subì notevoli variazioni: si innalzarono e si abbassarono le terre e, circa 400 milioni di anni fa, i ghiacci ricoprirono il Sahara che, successivamente, fu invaso dalle acque del mare. L’ambiente si andava trasformando e durante l’Era dei Dinosauri, circa 100 milioni di anni fa, grandi fiumi scorrevano lungo le valli ; il territorio era costellato da laghi e zone paludose.

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La formazione della Rift Valley (processo iniziato circa 35 milioni d’anni fa e ancora in atto) diede vita ad un fondamentale cambiamento climatico del territorio africano, segnò la fine del fitto e uniforme manto di foreste che copriva quasi tutto il continente. L’innalzarsi delle montagne creò una barriera che si oppose alla circolazione dell’aria umida proveniente dal mare, con conseguente riscaldamento del clima che divenne più caldo e secco.

Dovevano passare ancora diversi milioni di anni prima che il territorio del Sahara potesse assumere il paesaggio desertico come oggi appare. Quando nell’Europa finì l’ultima glaciazione (circa 20.000 -12.000 anni fa), il nord Africa divenne arido più o meno come oggi. Seguì infine una breve fase umida (9.000-7.000 anni fa circa) e poi gradualmente un altro definitivo inaridimento.

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