Fuochi artificiali per il patrono di Roma, 29 giugno 2011
Archive for giugno, 2011
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Castel S. Angelo – Fuochi
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Foto del mese giugno 2011
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VIDEO DELLA FESTA DI ANNA
Ecco il video
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EFFETTI COLLETERALI!
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Oggi eclissi di Luna
Eclissi totale di Luna mercoledì 15
Visibile anche in Italia: alle 21.22 inizierà la fase massima che si protrarrà fino alle 23.03
Un’eclissi di Luna con la fase finale del satellite che diventa rosso (Ap)MILANO – Eclisse totale di Luna mercoledì 15 giugno, la più lunga degli ultimi undici anni. L’ombra della Terra oscurerà completamente il nostro satellite per un’ora e 40 minuti: era dal luglio 2000 che l’eclisse non durava così a lungo, undici anni fa si prolungò per altri sette minuti. Questa volta il fenomeno sarà visibile anche dall’Italia.
DATI – Secondo gli astronomi dell’Osservatorio Schiapparelli di Varese, prendendo come riferimento l’osservatorio stesso la Luna sorgerà alle 21.10 e alle 21.22 inizierà la fase massima che si protrarrà fino alle 23.03. La Luna sorgerà a sud-est e per chi non riuscisse a vederla direttamente, l’eclisse verrà trasmessa in diretta websu Focus.it a partire dalle ore 21.30 tramite le telecamere posizionate sul telescopio dell’osservatorio di Ca’ del Monte (Pv).
SOLE – Il prossimo 1° luglio è prevista anche un’elissi solare parziale, osservabile solo in Antartide. Non sarà quindi visibile Italia.
QUESTA È LA LUNA DI ZANZIBAR
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Il Lago di Martignano
Accanto al Lago di Bracciano è situato il piccolo bacino lacustre di Martignano. La sua origine è vulcanica, la stessa del Vulcano Sabatino.
Per me rappresenta un rifugio per trascorre poche ore la domenica, senza il rumore di nessun motore perchè sulle acque di questo piccolo lago possono transitare soltanto imbarcazioni ecologiche. Le persone che lo frequentano sono tranquille spesso accompagnate dai loro amici cani (altrettanto pacifici).
Per tutti gli appassionati di natura……..LEGGETE QUELLO CHE SEGUE!
IL VULCANESIMO NEL MEDITERRANEO
Il bacino del Mediterraneo è una zona di collisione tra due grandi zolle, quella eurasiatica e quella africana: la zolla africana si muove verso quella eurasiatica, comprimendo tutto il territorio del Mediterraneo e fratturando la crosta in una serie di zolle più piccole. Pur se dal punto di vista geologico la situazione è molto complessa, per quanto riguarda l’attività vulcanica, invece, si possono identificare due grandi regioni: quella egea e quella italiana.
La regione dell’Egeo, caratterizzata oggi da un’attività vulcanica ridotta, è stata in passato teatro di violente eruzioni, tra le quali ricordiamo quella che distrusse quasi completamente l’isola di Santorino, intorno al 1400 a.C., producendo una grande caldera. Tale data corrisponde anche all’improvvisa scomparsa della civiltà minoica nell’isola di Creta: poich&eacuto nei pozzi dei palazzi cretesi sono state ritrovate pomici, segno di un’eruzione, gli studiosi hanno ipotizzato una relazione tra i due fatti.
La regione italiana è caratterizzata da un’attività vulcanica tuttora in atto, nella quale si possono distinguere tre diversi tipi di vulcanismo.
Il vulcanismo esplosivo delle isole Eolie comprende due vulcani, Stromboli e Vulcano, con atività differenti. L’attività di Stromboli è continua, con deboli esplosioni intermittenti a volte seguite da emissioni laviche. L’attività di Vulcano si sviluppa invece in due fasi: nella prima fase, per la viscosità della lava, si forma nel suo cratere una cupola di ristagno, mentre nella seconda, la cupola, a causa della pressione dei gas sottostanti, esplode e si frantuma, liberando il cratere per la successiva fuoriuscita di lava.
Il vulcanismo effusivo della Sicilia orientale (basaltico) è rappresentato specialmente dall’Etna, il più alto vulcano attivo d’Europa.
Al vulcanismo esplosivo della costa tirrenica meridionale si possono associare i Campi Flegrei, Ischia e, soprattutto, il Vesuvio. Proprio al vulcanismo dei Campi Flegrei risalgono le tipiche rocce della Campania; 35000 anni fa, infatti, in seguito a eruzioni si sono accumulati piroclasti che hanno dato origine al tufo grigio detto ignimbrite campana, mentre successive eruzioni hanno originato il tufo giallo che costituisce il basamento roccioso della città di Napoli. A Ischia il vulcanismo ha prodotto il tufo verde.
Devono inoltre essere ricordati i vulcani estinti del Lazio, caratterizzati da un’attività esplosiva in tempi abbastanza recenti (tra 430.000 e 90.000 anni fa) e oggi completamente spenti. La loro attività esplosiva ha prodotto aree di sprofondamento, nelle quali si sono formati laghi di forma tipicamente rotonda, quali i laghi di Bolsena, Vico, Bracciano, Albano e Nemi.
Venerdì 10 Giugno 2011 si e concluso con grande successo l’evento organizzato da Museo Civico Archeologico di Norma, con il patrocinio dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Norma, per ricordare il lontano 10 Giugno 1901 quando gli archeologi Luigi Savignoni e Raniero Mengarelli diedero avvio alle ricerche archeologiche a Norba. Si sono ripercorse le tappe salienti dei 110 anni di ricerca, con molta emozione e grande soddisfazione.
Grande curiosità ed interesse hanno suscitato nei visitatori le ricostruzioni storico-archeologiche e le ricostruzioni dettagliate degli ultimi interventi di scavo presso il Parco archeologico di Norba.
L’antica città di epoca repubblicana mostra ampie aree straordinariamente conservate a distanza di almeno 2000 anni dalla loro distruzione.
Al termine dello splendido viaggio nel passato di Norba, ai piedi delle sue maestose mura poligonali, i visitatori hanno potuto ammirare le bellezze naturalistiche del territorio di Norma e dei Monti Lepini, gustando un delizioso rinfresco alla luce del tramonto
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Cerco Casa
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Euro Pride 2011
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Sands at Chale
Prossima destinazione di luglio, Sands at Chale in Kenya
Un’isoletta minuscola, una baia di sabbia bianca come la neve di 10.000 metri quadri protetta dalla barriera corallina. Una foresta di mangrovie sacra al culto degli antenati, lasciandola crescere rigogliosa, in armonia con l’ambiente naturale.
È Chale Island, di fronte alla costa sud, a circa un’ora e mezzo di auto dall’aeroporto di Mombasa; superata in traghetto la Laguna di Gazi, e sopportando un po’ di coda se si è sfortunati, si arriva all’imbarco per l’isola, che dista solo 600 metri dalla costa, lunga 1,2 km e larga 0,8 km, con un orientamento nord-sud. Un clima idilliaco, come in tutti i 700km della costa Keniota, dalla Somalia alla Tanzania, con 9 ore di sole e 30 gradi di temperatura media, rinfrescato dai venti di monsoni, il Kusi con direzione sud-est da Aprile a Ottobre e il Kaskazi da nord-est da Novembre a Marzo.
Il termine “Chale” è riferito al nome di un guerriero della tribù Digo che è stato sepolto nell’isola
In certi giorni dell’anno, i suoi discendenti continuano a ritornare per celebrare riti antichi. Effettivamente, l’isola è divisa in due parti, nella parte nord, si trova l’unico resort, mentre il resto è occupata da una antica foresta, con all’interno un laghetto, è considerata sacra o “Kaya”.















